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Google Cloud, ecco le region italiane

Pubblicato il: June 16, 2022

Google Cloud, ecco le region italiane

Le nuove region italiane di Google Cloud

Il 15 giugno 2022 Google Cloud ha inaugurato la propria prima cloud region italiana a Milano e confermato l'apertura di una seconda region a Torino, prevista nei mesi successivi.

La region milanese, identificata da Google con il codice europe-west8, è stata realizzata in collaborazione con TIM e si appoggia alla rete di data center della cloud company Noovle. Al momento dell'annuncio era la trentaquattresima region dell'infrastruttura mondiale di Google Cloud, composta complessivamente da 103 zone.

L'apertura rappresenta il risultato di un percorso iniziato almeno due anni prima. Nel luglio 2020 Google aveva infatti annunciato un investimento di oltre 900 milioni di dollari in Italia nell'arco di cinque anni, all'interno del quale rientravano sia le due region cloud realizzate con TIM, sia programmi dedicati alla digitalizzazione e alla formazione di imprese e professionisti.

Non si tratta quindi soltanto dell'apertura di nuovi data center. Google sta costruendo una presenza infrastrutturale locale dalla quale erogare i propri servizi cloud ad aziende, pubbliche amministrazioni e organizzazioni che, per ragioni tecniche o normative, preferiscono mantenere dati e applicazioni sul territorio italiano.

Mappa raffigurante le 34 regioni della Google Cloud Platform disposte sui vari continenti

Che cosa significa avere una cloud region in Italia

Nel linguaggio dei cloud provider, una region è un'area geografica all'interno della quale sono disponibili uno o più gruppi distinti di infrastrutture. La region di Milano è composta da tre zone, separate tra loro ma collegate attraverso la rete di Google.

Questa struttura permette a un'organizzazione di distribuire la propria applicazione su più zone, in modo che il malfunzionamento di una singola infrastruttura non provochi necessariamente l'interruzione dell'intero servizio. La presenza di più zone non elimina ogni possibile guasto, ma consente di costruire architetture più resilienti senza dover uscire dalla stessa area geografica.

La vicinanza fisica porta inoltre un vantaggio in termini di latenza. Per molte applicazioni aziendali qualche millisecondo in più o in meno è irrilevante; per sistemi interattivi, piattaforme finanziarie, applicazioni industriali, servizi pubblici o elaborazioni che scambiano grandi quantità di dati, la distanza dall'infrastruttura può invece incidere sulle prestazioni e sui costi di trasferimento.

La region di Milano rende inizialmente disponibili alcuni dei principali servizi della piattaforma, tra i quali capacità di calcolo, storage, database gestiti, Kubernetes e servizi per la gestione delle identità. Non ogni prodotto di Google Cloud è necessariamente disponibile dal primo giorno in ciascuna region: la copertura dei servizi può essere ampliata progressivamente e deve essere verificata in funzione del singolo progetto.

Perché due region sono più importanti di una

La scelta di aprire sia a Milano sia a Torino è particolarmente significativa. Una sola region italiana permette di mantenere i dati nel Paese e di ridurre la distanza dagli utenti, ma non offre da sola un secondo sito nazionale nel quale replicare applicazioni e informazioni.

Quando entrambe le region saranno operative, le organizzazioni potranno progettare sistemi distribuiti tra due aree geografiche italiane. In caso di un problema esteso che renda indisponibile una region, il carico potrà essere trasferito sull'altra, a condizione che l'applicazione sia stata progettata e configurata per farlo.

È la differenza tra la semplice disponibilità di un'infrastruttura locale e la possibilità di costruire una vera strategia di disaster recovery geografico senza dover replicare i dati in un altro Paese.

Questo aspetto è rilevante soprattutto per banche, assicurazioni, pubbliche amministrazioni, operatori di telecomunicazioni e aziende che gestiscono servizi essenziali. In questi settori, la localizzazione dei dati deve essere combinata con requisiti stringenti di continuità operativa e ripristino dei sistemi.

La presenza di due region, tuttavia, non rende automaticamente un'applicazione resiliente. La ridondanza deve essere prevista nell'architettura, nei database, nella rete e nelle procedure operative. Un sistema distribuito soltanto nella region di Milano continuerà a dipendere dalla region di Milano, anche dopo l'apertura di Torino.

Il ruolo di TIM, Noovle e Intesa Sanpaolo

Il progetto mostra anche come i grandi cloud provider stiano adattando il proprio modello globale ai mercati nazionali. Google fornisce la piattaforma e le tecnologie cloud, mentre TIM, attraverso Noovle, mette a disposizione infrastrutture di data center e connettività sul territorio italiano.

La collaborazione permette a Google Cloud di entrare nel mercato con una presenza locale più capillare e a TIM di integrare la propria infrastruttura con i servizi di uno dei principali hyperscaler mondiali. Il risultato è un'offerta che combina cloud pubblico, infrastrutture private, connettività e servizi gestiti.

Un altro soggetto centrale nell'operazione è Intesa Sanpaolo. Nel corso della presentazione la banca ha descritto le due region come un'estensione della propria infrastruttura informativa, destinata a sostenere la digitalizzazione di processi critici e lo sviluppo di nuovi servizi per famiglie e imprese.

La presenza di un grande cliente bancario non è un dettaglio secondario. Le cloud region richiedono investimenti rilevanti e hanno bisogno di carichi di lavoro consistenti per raggiungere una scala sostenibile. Le partnership con grandi aziende italiane contribuiscono quindi non soltanto alla promozione del progetto, ma anche alla sua giustificazione industriale.

I numeri sull'impatto economico vanno letti con cautela

Durante l'evento è stato dato ampio spazio alle ricadute economiche dell'investimento. Uno studio realizzato da ricercatori dell'Università di Torino e dell'Università Cattolica di Milano ha stimato che le region di Milano e Torino potrebbero generare fino a 3,3 miliardi di euro di impatto economico in Lombardia e Piemonte e sostenere fino a 65.000 unità occupazionali.

Questi numeri non devono però essere interpretati come 65.000 persone assunte direttamente da Google, TIM o dai data center.

La sintesi pubblicata da Noovle specifica che la valutazione comprende gli effetti diretti dell'investimento, quelli indotti e le ricadute prodotte sugli altri settori economici. Il periodo considerato è di cinque anni: due relativi alla costruzione delle infrastrutture e tre alla loro attività operativa.

Nella stima possono quindi rientrare attività molto diverse: progettazione e costruzione degli impianti, fornitura di hardware, energia e connettività, manutenzione, servizi professionali, consulenza, sviluppo software, migrazioni applicative e crescita delle aziende che utilizzeranno l'infrastruttura.

Si tratta inoltre di uno scenario potenziale, non della misurazione di risultati già conseguiti. Il valore effettivamente generato dipenderà dal numero di aziende che adotteranno i servizi, dalla quantità di progetti trasferiti sulle nuove region e dalla capacità dell'ecosistema italiano di sviluppare le competenze necessarie.

Il dato rimane rilevante, ma racconta soprattutto la possibile dimensione dell'indotto. Il numero di persone impiegate stabilmente all'interno dei data center sarà inevitabilmente molto più contenuto, perché queste infrastrutture sono altamente automatizzate e non richiedono una forza lavoro proporzionale alla loro capacità di calcolo.

Residenza dei dati e sovranità non sono la stessa cosa

Uno dei principali vantaggi commerciali delle nuove region è la possibilità di conservare dati e applicazioni all'interno del territorio italiano. È un requisito importante per molte organizzazioni, soprattutto quando trattano informazioni sensibili o operano in settori regolamentati.

La disponibilità di una region nazionale semplifica il rispetto di alcune politiche di data residency, ma non risolve automaticamente ogni questione relativa a privacy, sicurezza, sovranità e conformità normativa.

La posizione del data center è soltanto uno degli elementi da considerare. È necessario verificare anche dove vengono trasferite le copie di backup, come sono gestiti log e metadati, chi controlla le chiavi di cifratura, quali soggetti possono accedere ai sistemi per attività di supporto e quali condizioni contrattuali si applicano al servizio.

Allo stesso modo, la presenza di dati in Italia non sottrae automaticamente il provider alle normative e alle richieste delle autorità dei Paesi nei quali ha sede. Il tema della sovranità digitale è quindi più ampio della collocazione geografica dell'infrastruttura e non può essere ridotto alla scelta di una region dal pannello di amministrazione.

Le region italiane costituiscono uno strumento utile, ma spetta alle singole organizzazioni progettare architetture, processi e contratti coerenti con i propri obblighi.

Il significato industriale dell'annuncio

L'apertura della region di Milano conferma il crescente peso del mercato cloud italiano nelle strategie dei grandi provider internazionali. La disponibilità di infrastrutture locali abbassa alcune delle barriere che in passato avevano rallentato l'adozione, in particolare per i carichi di lavoro più sensibili alla latenza, alla continuità operativa e alla localizzazione dei dati.

Non significa però che le aziende italiane trasferiranno automaticamente le proprie applicazioni sul cloud. Le infrastrutture sono una condizione necessaria, ma il processo di adozione richiede modernizzazione del software, revisione dei processi, competenze, governance e una valutazione realistica dei costi.

Il rischio è confondere la disponibilità di capacità di calcolo con la trasformazione digitale. Aprire una region crea le condizioni per utilizzare il cloud più vicino agli utenti italiani, ma il valore viene prodotto soltanto quando aziende e pubbliche amministrazioni riescono a riprogettare applicazioni e servizi intorno alle possibilità offerte dalla piattaforma.

L'annuncio del 15 giugno va quindi letto su due livelli. Dal punto di vista tecnico, Google Cloud porta in Italia un'infrastruttura a bassa latenza, composta da più zone e destinata a essere affiancata da una seconda region nazionale. Dal punto di vista industriale, consolida un ecosistema che coinvolge un hyperscaler globale, un operatore di telecomunicazioni, una rete di partner e alcuni dei maggiori utilizzatori italiani di servizi digitali.

È questo ecosistema, più ancora dei singoli data center, a determinare se l'investimento produrrà realmente i benefici economici annunciati.

L'evento

La presentazione delle region italiane si è svolta durante l'evento Il cloud. Pensato per l'Italia, con interventi di rappresentanti di Google Cloud, TIM, istituzioni, aziende e partner tecnologici.

Improove e Cloud Champions hanno seguito la presentazione con una watch party in diretta, commentando gli annunci e discutendo il significato dell'apertura delle due region per il mercato cloud italiano.

Fonti